Fabio Andrea Petrini

Governo Draghi, sarebbe un errore non provarci

Febbraio 3 2021 admin

"Mario Draghi (Roma, 3 settembre 1947) è un economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico italiano. Dal 2011 al 2019 ha ricoperto la carica di Presidente della Banca centrale europea, durante la crisi del debito sovrano europeo, ambito in cui è diventata nota la sua frase del 2012 Whatever it takes, per indicare che la BCE sarebbe stata pronta a fare tutto il necessario a preservare l'euro" (cit. Wikipedia).

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Chi ha gettato il paese nel caos con questa crisi (Renzi) è un esaltato, un avido che pensa solo al suo tornaconto politico e frustrato per aver perso la sua centralità, quando aveva il paese in mano. Ora però bisogna andare avanti.

Conte, prima dell’incarico a Premier nel suo primo governo, era una persona sconosciuta alla politica e non certo una figura influente nel paese. Una persona onesta che ha saputo guidare l’Italia in una fase difficilissima. Un uomo ben selezionato dal Movimento Cinque Stelle, a differenza di tante altri che hanno mostrato il lato peggiore della politica, in continuità con la storia degli ultimi cinquant’anni.

Ora Mattarella incarica un nome di altissimo spessore, Mario Draghi. Rifiutare questa scelta senza iniziare un dialogo sarebbe non solo un errore politico grave, ma anche una scelta impulsiva e in continuità con la cattiva politica fine a sé stessa. E’ del tutto evidente che un governo Draghi, di alto profilo e con personalità di forte caratterizzazione politica all’interno (non esistono governi tecnici), sarebbe ormai la strada migliore per guidare il paese fuori dalla crisi economica e sanitaria nonché per garantire la continuazione di una legislatura che eviti a forze immature e pericolose di eleggere un Capo dello Stato non degno di un paese “avanzato”.

Certo, andrebbe imposta una condizione non negoziabile: tenere Renzi e i suoi parlamentari fuori da ogni organismo decisionale.

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