La vita è fatta di scelte.
L’aver cancellato un privilegio nei confronti di un’azienda che, con soli 500 euro l’anno, utilizza uno spazio di 16 metri quadri per un ripetitore radiomobile, è una scelta. E’ una scelta anche aver criticato un metodo irregolare di affidamento di alcuni lavori pubblici, perché la trasparenza è una condizione portante del nostro modo di fare politica. Anche aver votato un bilancio che porta al suo interno i frutti di molti buoni interventi e qualche strascico del passato è una scelta, perché le battaglie si fanno dall’interno, senza gettare la spugna. Quella spugna che non abbiamo gettato uscendo dalla giunta di Cannara, perché più forte è ora la nostra presenza all’interno del consiglio comunale, forse con meno capacità propositiva di prima, ma con più rigore nell’attività di controllo e indirizzo.
Il 28 e il 29 marzo 2010 si vota per eleggere il nuovo consiglio regionale dell’Umbria e se il nostro interesse è quello di mirare alla convenienza per i cittadini della regione, non possiamo che scegliere chi in passato ha portato a casa più risultati e difeso meglio l’interesse generale.
Troppe persone nella nostra regione rinunciano a sostenere un concorso pubblico perché ritengono che tutto sia già stabilito a priori, compresi i vincitori. L’invadenza dei partiti nelle scelte professionali è ancora forte, troppo forte. Io ho aderito a quel modello di politica che cerca di scardinare questo sistema, ed è per questo che tutti i mezzi d’informazione reagiscono con slealtà.
Ma un progetto che si presenta ai cittadini non può avere solo la forza di criticare e denunciare le scorrettezze, deve necessariamente mostrare la capacità di proporre un’alternativa credibile. In queste elezioni regionali ho scelto di votare Oliviero Dottorini perché è stato l’autore di ben quattro leggi, tutte finanziate, che hanno prodotto ottimi risultati e aumentato la qualità della regione Umbria.
Quella che preferisco verte sul pluralismo informatico e non interessa solo gli addetti ai lavori ma tutti i cittadini, per un motivo molto semplice: fa risparmiare i soldi pubblici. Prima dell’avvento del consigliere Dottorini le pubbliche amministrazioni compravano licenze software (pezzi di carta per poter utilizzare i programmi) dalle multinazionali americane. Ora acquistiamo le intelligenze, comprando solo l’assistenza di prodotti informatici liberamente distribuibili e modificabili per le nostre esigenze. Negli USA lo fanno da molti anni, in Umbria lo facciamo grazie a Dottorini.
Ed è proprio questa l’Umbria che voglio, l’Umbria che ho scelto: moderna, libera, concreta, di parola. Un’Umbria che aumenti l’investimento in energie alternative e assicuri una gestione pubblica dell’Acqua, contrariamente a quanto vuole fare il centrodestra (nucleare e mercificazione delle risorse idriche che sposterebbe l’attenzione dei gestori dalla qualità al mero profitto…).
Per questi e per tanti altri motivi, non ho intenzione di dare un appoggio incondizionato al mio partito di appartenenza, ma a chi è in grado di rappresentarlo più autorevolmente. Invito anche te a seguirmi e fare una scelta, barrando il simbolo di Italia dei Valori ed esprimendo la preferenza per Oliviero Dottorini.
Cannara, 9 marzo 2010
Fabio Andrea Petrini
Consigliere comunale di Cannara



Trasformazione in autostrada della E45. In due occasioni
Dottorini vota contro. Chiara la posizione del gruppo Verdi
per i valori: sì alla messa in sicurezza e all’adeguamento
standard europei, no ad un’opera devastante. Ma il Consiglio
regionale, da An a Rifondazione, avalla il progetto.
960.000. E’ l’ammontare in euro derivante dagli emendamenti
al Bilancio regionale in tema di Artigianato, Agricoltura
biologica e di qualità, Pluralismo informatico, Commercio
equo e solidale, Temi ambientali.

Nel luglio 2006 viene approvata la legge regionale 11/2006
sul pluralismo informatico. E’ la prima del genere in Italia.
Firmatario è Oliviero Dottorini che svolge anche la relazione
in aula. Grazie agli emendamenti dei Verdi per i valori
la legge è stata finanziata in tre anni con 520mila euro,
consentendo la copertura di circa 210 progetti sul sofware
open source. Viene istituito anche un Centro di competenza
per monitorare l’applicazione della legge e valutare i progetti
presentati dalla scuole e dalle pubbliche amministrazioni.
Fondamentale in questo percorso l’apporto volontario dei
Linux user group dell’Umbria.
Nel dicembre 2008 viene approvata la legge regionale 18/2008
sugli “acquisti verdi nella pubblica amministrazione”. La
legge non prevede impegni di spesa diretti. Impone invece
alle amministrazioni locali un piano triennale per raggiungere
il 30 per cento di acquisti in beni o servizi ecologicamente
sostenibili. Tuttavia è stata finanziata per il 2009 con 20mila
euro per il monitoraggio. Recentemente il governo italiano,
notoriamente poco incline a comportamenti ecologicamente
virtuosi, ha dovuto ammettere la validità del metodo adottato
dall’Umbria e uniformarsi alle direttive europee.
La legge regionale 10/2009 istituisce il “marchio del mobile
in stile dell’Umbria” ed è finalizzata alla qualificazione
della produzione artigianale umbra. Il provvedimento è
stato finanziato per il 2009 con 20mila euro destinati alla
registrazione del marchio che sarà tutelato da un apposito
Comitato istituito per legge. Vengono individuate delle aree
di eccellenza (Città di Castello, San Giustino, Umbertide,
Gubbio, Gualdo Tadino, Todi) che potranno avvalersi della
possibilità di fregiarsi anche nella cartellonistica stradale del
titolo di “area di eccellenza del mobile prodotto in Umbria”.
La legge regionale 3/2007 sul commercio equo e solidale porta
la firma di Oliviero Dottorini. Al momento dell’approvazione
era la seconda legge in materia approvata in Italia, ma la prima
ad essere finanziata. In tre anni ha potuto godere di 220mila
euro, consentendo la realizzazione della giornata regionale
del commercio equo e il coinvolgimento di circa 350 classi
nei percorsi formativi gestiti dalle “botteghe del mondo”. Al
centro delle misure previste la promozione, la formazione
e l’informazione sulle tematiche connesse al commercio
equo e al rapporto tra Nord e Sud del pianeta. Fondamentale
l’apporto delle botteghe del mondo della regione.
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