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Documento Congressuale: un IDV promotore dell’etica e della democrazia

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24 maggio 2010 - Categorie: Editoriali, News, Politica

In vista del congresso regionale 2010 di IDV Umbria che si terrà entro il mese di ottobre, un gruppo di aderenti del partito costituito da militanti, presidenti di circolo e amministratori locali, ha elaborato un documento. Io sono tra coloro che ha partecipato alla sua stesura e condivido pienamente i principi e gli obiettivi espressi. Invito pertanto quante più persone ad aderire,IDV Promotore di etica e democrazia – congresso regionale 2010 (*) al fine di costruire un IDV umbro migliore, più democratico, più efficiente nella diffusione delle proprie idee e nella realizzazione delle stesse.

Fabio Andrea Petrini
Aderente di Italia dei Valori dal 2006,
attualmente amministratore locale (consigliere comunale di Cannara).

(*) Potete inviare la vostra adesione attraverso il form dei contatti, scrivendo a promizi@gmail.com o telefonando al numero 346.0924178 (Paolo Romizi).

Un IDV promotore dell’etica e della democrazia

Per il congresso Regionale 2010 di IDV Umbria

Il contesto internazionale

Stiamo vivendo una fase di cambiamenti epocali di cui ancora si stenta a prevederne l’approdo. La rottura degli equilibri mondiali e le straordinarie innovazioni tecnologiche hanno trasformato il pianeta, in brevissimo tempo, in un “villaggio globale” in cui, per la prima volta nella storia dell’uomo, l’economia ha preso il sopravvento sulla politica. Infatti mentre le decisioni politiche continuavano ad essere prese all’interno dei singoli Paesi, la legge del mercato si espandeva ben oltre i confini dei vari Stati nazionali, consentendo la creazione e il rafforzamento di imprese multinazionali spesso più potenti dei governi di molte Nazioni. La ricerca del massimo profitto possibile ha spostato, e sta spostando, gran parte delle attività produttive dai paesi “ricchi” a quelli del terzo mondo ed ha esasperato lo sfruttamento intensivo e senza regole delle risorse del pianeta senza tener in alcun conto le inevitabili, disastrose conseguenze sociali ed ambientali. Inoltre la globalizzazione, suscitando nei paesi sottosviluppati false aspettative ed il miraggio di un affrancamento sociale, ha prodotto flussi migratori senza regole che hanno portato, nei paesi di accoglienza, significative opportunità, ma anche elevate tensioni sociali.
Se la fine del secolo scorso ha mostrato inequivocabilmente il fallimento del “socialismo reale”, l’avvio del nuovo ha evidenziato con altrettanta chiarezza che neppure le leggi del mercato, prive di una guida politica, sono in grado di assicurare all’umanità un progresso pacifico ed una equilibrata crescita economica.
In tale contesto si è progressivamente marginalizzato il ruolo della politica che non riuscirà a riprendere il governo dell’economia fino a che non sarà in grado di prospettare un accettabile modello di società. Compito tanto più difficile in mancanza di efficaci e lungimiranti istituzioni governative a livello mondiale ed ancor più arduo, se non impossibile, in Paesi, come il nostro, in cui la classe politica, costretta da troppo tempo ad aggrovigliarsi attorno ai problemi di un sol uomo, non riesce a confrontarsi seriamente con le pesanti questioni aperte dalla globalizzazione.

Il contesto nazionale

Per tale motivo è divenuto prioritario, nel nostro Paese rimuovere l’attuale capo del Governo, che è espressione, e a sua volta promotore, di una visione populista negatrice dei più basilari princìpi della nostra Costituzione e che costituisce il principale ostacolo ad un confronto serio tra le forze politiche sul futuro dell’Italia.
Il nostro partito si è posto, tra gli altri, anche questo obiettivo sul quale ha ottenuto un crescente consenso. Con il recente Congresso nazionale, inoltre, ha ampliato il proprio ruolo da movimento di opinione a forza politica capace di costruire credibili proposte sui principali problemi del Paese. Con tale svolta IDV ha iniziato a colmare alcune lacune dello schieramento di opposizione al centrodestra, in parte dovute ad un ripiegamento conservatore favorito dall’incapacità di comprendere i grandi cambiamenti dello scenario mondiale, in parte prodotte dall’infiltrazione, anche in questo campo politico, della sottocultura berlusconiana che nega il ruolo più nobile della politica, concependola esclusivamente come strumento per l’arricchimento ed il raggiungimento del potere personale.
L’accresciuto consenso ottenuto da IDV alle recentissime elezioni regionali fa ritenere che la svolta politica approvata dal Congresso va nella direzione giusta e tuttavia, per l’ulteriore crescita del partito, occorre un maggiore sforzo per rafforzarne la visibilità e la credibilità.
Anzitutto è necessario il passaggio dagli 11 punti del programma IDV al disegno di un nuovo modello di società adeguata ai tempi moderni, ma basata sui valori antichi della solidarietà, della giustizia sociale, della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani.
Occorre poi che il partito, nella sua interezza, sappia mostrare con fermezza la capacità di un’azione politica del tutto nuova, abbandonando schemi ormai logori, sempre più avulsi dai bisogni della gente e sempre più incomprensibili, perché solo in tal modo potrà far rinascere la fiducia in un’opinione pubblica ormai profondamente disillusa dalla “politica” e sempre più insofferente dell’autoreferenzialità di una “casta” che, nella stragrande maggioranza, si muove esclusivamente in funzione di interessi personali e/o di ristretti gruppi.
Da ultimo occorre procedere, come auspicato dal Presidente, al difficile lavoro di radicamento territoriale.
Non sono certo obiettivi facili da conseguire: la costruzione di un nuovo modello sociale comporta un notevole sforzo culturale che abbia la capacità di attirare e coinvolgere le migliori “teste pensanti” della società civile.
Innovare l’agire politico, mettendo l’etica come suo basilare punto di riferimento, rischia di creare non pochi attriti con le forze politiche alleate.
Infine, il radicamento territoriale non può prescindere da un cambiamento nella modalità di concepire il controllo del partito: dall’attuale controllo fortemente accentrato occorre passare ad un controllo esercitato dalle strutture territoriali, democraticamente elette.

Il contesto regionale

Ma questa è, a nostro avviso, la strada per accrescere il ruolo politico ed il consenso elettorale di IDV e al conseguimento di tali obiettivi il nostro territorio intende contribuire costruendo una struttura del partito capace di affrontare le principali criticità della Regione e quelle presenti al proprio interno:

  • l’Umbria è una Regione con una struttura produttiva indebolita dal progressivo ridimensionamento dell’industria manifatturiera, da un’agricoltura basata essenzialmente sulla coltivazione del tabacco e da un turismo che non riesce a sfruttare il potenziale attrattivo che indubbiamente possiede;
  • l’Umbria è una Regione amministrata dalla sinistra sin dalla sua nascita e mostra evidenti incrostazioni prodotte da un potere esercitato per un periodo di tempo così lungo;
  • l’eccessivo periodo di commissariamento del partito in Umbria ne ha soffocato la vitalità ed ha sviato il confronto interno dai temi più propriamente politici a quelli connessi ad una gestione accentrata e per nulla partecipata. Ciò ha favorito la diffusione di un malcontento generalizzato, smorzando l’entusiasmo di molti iscritti, allontanando importanti risorse e talora appannando la visibilità esterna del partito con scelte che sono apparse contraddittorie con quelle adottate a livello nazionale.

La proposta di strutturazione del partito umbro

In Umbria, pertanto, IDV dovrà essere in grado di :

  • elaborare strategie capaci di favorire la ripresa di uno sviluppo economico, reso ancor più urgente dalla ormai prossima attuazione del federalismo fiscale, non sottovalutando le produzioni agricole e artigianali tipiche del nostro territorio e con la consapevolezza che le opportunità della green economy necessitano di una forte sinergia tra realtà produttive e ricerca scientifico-tecnologica;
  • garantire che lo sviluppo economico sia del tutto compatibile con la tutela dell’ambiente e che ogni attività produttiva sia svolta nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro;
  • promuovere una concreta politica dell’accoglienza e dell’integrazione senza tuttavia rinunciare alla nostra identità culturale né consentire la violazione delle leggi e delle regole di convivenza sociale;
  • attrarre le giovani generazioni, coinvolgerle nell’impegno di contrastare la precarietà del lavoro e valorizzarne le potenzialità;
  • superare la subalternità che talora appare nei confronti dei partiti alleati ed essere artefice di un confronto aperto tra i cittadini, le associazioni, il tessuto sociale, economico e culturale della nostra Regione sostenendo le forze della società civile che operano per raggiungere obiettivi condivisibili;
  • svolgere un rigoroso controllo perché l’azione di governo, in tutte le istituzioni in cui IDV è presente, sia improntata alla trasparenza ed all’eticità, rifuggendo da ogni tentazione clientelare;
  • operare per il contenimento dei costi della politica e per la semplificazione della burocrazia, dando risposte concrete alle diffuse aspettative dei cittadini.

Dobbiamo lavorare, dunque, per costruire un partito che sappia esprimere un’azione politica di elevata qualità ed a tal fine è indispensabile elaborare le regole dello “stare ed agire insieme” che garantiscano:

  1. la democrazia interna, senza la quale non si può ottenere la partecipazione degli iscritti né, conseguentemente, alcun radicamento territoriale;
  2. selettive modalità di accettazione di politici provenienti da altri partiti per garantirne la coerenza con i valori fondanti di IDV;
  3. un accresciuto ruolo dei circoli, per favorire l’attiva partecipazione degli iscritti alla vita del partito, il cui parere deve essere ascoltato dai gruppi dirigenti sulle questioni più rilevanti ed in particolare sulle scelte delle candidature;
  4. una giusta valorizzazione dei consensi ottenuti dai candidati nelle competizioni elettorali previa attenta valutazione delle candidature;
  5. la definizione di rigorosi criteri per l’individuazione dei propri rappresentanti da candidare per le nomine di competenza degli Enti Locali in società, aziende o enti di secondo grado;
  6. un costante rapporto tra il partito e gli eletti nelle cariche istituzionali perché questi possano avvalersi dei contributi e, occorrendo, dell’appoggio della base;
  7. un controllo efficace e imparziale sul comportamento degli iscritti delegato ad un organismo indipendente dai gruppi dirigenti;
  8. una gestione delle risorse economiche del partito svolta con equità, rigore ed assoluta trasparenza.

Antero Bianchi, Luigi Branchetti, Ludovichi Daniz, Tommaso Filidei, Giorgio Foresti, Marcello Marini, Guido Petracca, Fabio Andrea Petrini, Stefano Piccardi, Enzo Proietti, Marco Riccardini, Paolo Romizi, Alessandra Ruffini, Claudio Santi, Mario Scascelli, Giovanni Tasegian, Valerio Vezzani.


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Pubblicato da: Fabio Andrea Petrini

Fabio Andrea Petrini ha scritto 111 articoli nel blog Fabio Andrea Petrini – Consigliere comunale di Cannara.

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