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Banda larga: l’Europa non può perdere il treno

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9 maggio 2010 - Categorie: Digital Divide, Editoriali, News, informazione

Sessione plenaria a Bruxelles – 5-6 maggio 2010

Accesso alla banda larga per tutti entro il 2013, e formazione permanente per entrare a pieno titolo nella nuova società digitale: il rapporto di Pilar Del Castillo, votato alla stragrande maggioranza dei deputati mercoledì 5 maggio , pone obiettivi ambiziosi all’ “Agenda digitale” dell’UE, uno dei pilastri della strategia EU2020 e l’iniziativa chiave per sviluppare un vero mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche.

Unificare il mercato dei servizi online

“Il treno della società digitale è un treno ad altissima velocità, e che non fa fermate. L’Unione europea deve essere assolutamente a bordo: il buon funzionamento dell’economia digitale è un imperativo per il buon funzionamento dell’economia in generale”, dice Pilar Del Castillo, spagnola del PPE, autrice della relazione votata mercoledì. “Purtroppo – continua – la libera circolazione dei servizi digitali è oggi ostacolata dalla frammentazione delle regole a livello nazionale”.

Per la creazione di un mercato unico europeo, che secondo la Commissione può generare fino a 700.000 nuovi posti di lavoro da qui al 2015, è necessario “attuare in maniera effettiva il quadro normativo (il pacchetto telecomunicazioni), e incoraggiare il mercato dei servizi online europei”.

Una società connessa: vantaggi per i cittadini

Ma la ‘rivoluzione digitale’ preconizzata dal rapporto del Parlamento non genera solamente benefici economici: l’ambizione è che “tutti i nuclei familiari siano connessi a internet ad altissima velocità” (oltre 30 Mb/s) e che il 75% dei cellulari siano connessi a internet ((servizi 3G) entro il 2015.

La digitalizzazione può fornire servizi con un alto valore sociale e ambientale: opportunità per gli anziani, i disabili, il risparmio energetico o la prevenzione delle catastrofi sono già realtà. Perché tutti ne possano usufruire, è importante “diminuire della metà l’analfabetismo digitale entro il 2015″, e avvicinare alle nuove tecnologie anche i gruppi più svantaggiati, come – appunto – anziani e disabili.

Il Parlamento propone anche che “tutte le scuole primarie e secondarie abbiano una connessione a internet veloce entro il 2013″ e che l’UE approvi una “Carta europea dei diritti dell’utente nell’ambiente digitale”, per rafforzare la consapevolezza dei propri diritti, la fiducia nella rete, la lotta alla pirateria e al cybercrime e la protezione dei minori.

Fonte: parlamento europeo


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Pubblicato da: Fabio Andrea Petrini

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