Come ogni giorno successivo al programma Annozero di Santoro anche ieri c’è stato il solito tam-tam e le solite trasmissioni che si sono occupate di polemizzare contro il “terrorismo mediatico” di quello che, secondo l’On. Cicchitto, è un network eversivo.
La trasmissione di nome “Il fatto del giorno”, condotta da Monica Setta, ha legittimamente aperto un dibattito sull’augurio di Buon Natale fatto da Santoro al pentito di mafia Gaspare Spatuzza nella rituale introduzione di Annozero. Peccato però che, nel mostrare il video dove parlava il conduttore di Annozero, Monica Setta e il suo staff, abbiano omesso la parte determinate: il motivo di questa “provocazione”.
Santoro ha affermato: « Vorrei fare anche un augurio particolare a Gaspare Spatuzza. Lo so che è una cosa un po’ provocatoria, voglio dire Buon Natale a Gaspare Spatuzza. Me lo posso permettere perché, guardi presidente, io sono sempre stato tra i principali obbiettivi della Mafia, almeno negli anni in cui la lotta alla mafia era più dura e piu’ difficile e da questo non ho ricavato nessun privilegio, nessuna particolare protezione. Io so benissimo chi è Spatuzza, so che è uno che ha ucciso decine di persone e ha sciolto nell’acido un bambino, ha fatto delle cose veramente orribili. Ma adesso spatuzza racconta, ci racconta dei fatti e noi dobbiamo ascoltarlo. Ci sono fatti che stanno trovando conferme e fatti che probabilmente conferme non troveranno e quindi diverranno inerti da un punto di vista processuale. Ma una volta ho incontrato Buscetta insieme a Sandro Ruotolo che è qui sta sera in questo studio, insieme a me, fu un incontro molto drammatico, molto coinvolgente, per noi forse uno degli incontri della vita e in una sala vuota di un ristorante Buscetta ci disse: “c’è per ognuno il momento del riscatto”, ognuno può riscattarsi! E come può riscattarsi un omicida, uno che ha assassinato decine di persone? Raccontando tutta la verità, nient’altro che la verità. Quindi se noi poi attacchiamo Spatuzza vuol dire che, insomma, un po’ lo intimidiamo, gli impediamo di raccontare tutto quello che ha da raccontare… ».
La chiave di tutto, dall’incontro con Buscetta fino al motivo con cui, secondo Santoro, anche un pluriomicida potrebbe riscattarsi, è stata omessa e nessuno si è preoccupato di ricordarlo. Naturalmente si tratta di un’opinione, può essere “giusta” o “sbagliata”, può naturalmente essere contestata, ma motiva un’affermazione. E’ evidente quindi che se tale particolare viene a mancare non si racconta “il fatto del giorno” ma la “mistificazione del giorno dopo”.
E questo è ciò che avviene quotidianamente nella RAI, la tv di stato, pagata con i soldi pubblici. Tutto permesso naturalmente da una grande quantità di giornalisti asserviti o compiacenti, ma sopratutto da una legislazione sull’informazione che tende a limitare l’indipendenza di questo “quarto potere”. La commissione di vigilanza RAI è attualmente designata da un parlamento di nominati e i controllori delle comunicazioni (Agcom) sono nominati dai controllati. Come se un passeggero potesse sceglersi il controllore del pullman, è evidente che la tentazione di non pagare il biglietto sarebbe determinante. Siccome però la benzina per mettere in moto questo meccanismo di regime la paghiamo tutti, sarà il caso che prima o poi un parlamento decente cancelli il duopolio Rai-Mediaset per poter dare anche a più operatori la concreta possibilità di trasmettere e rimuova l’influenza politica dal servizio televisivo pubblico. Solo allora potremo affermare con certezza di essere europei in Europa e cittadini in Italia.
Fabio Andrea Petrini
Tags: informazione



luglio 6th, 2010 at 15:01
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